In un anniversario importante come l’ottavo centenario della morte del santo di Assisi la “biografia” di Ernesto Balducci apre al significato contemporaneo di Francesco: una provocazione drammaticamente attuale su quanto oggi ci troviamo tutti a dover affrontare.
Balducci scrive con la forza del saggista e con la passione del militante. La sua scrittura è ovunque “partecipazione”. Riesce a restituire la “follia” di Francesco proprio perché ne condivide l’ansia di rinnovamento del mondo.
Luigino Bruni delinea l’importanza dell’opera nella Prefazione: «Il Francesco di Balducci è uno dei migliori libri mai scritti sul poverello di Assisi, un testo classico (…) con tre qualità molto rare: il rigore dello studio delle fonti francescane; una grande sensibilità storica, sia per la storia della chiesa che per quella della cultura europea; una conoscenza della logica profetica, che gli consente di entrare nel “cuore della scelta profetica di Francesco”».
Proporre il Francesco di Balducci oggi significa offrire una bussola a chi cerca nel francescanesimo non una devozione consolatoria, ma una critica radicale alla modernità e un modello di pace integrale.
«Francesco – non certo in senso esclusivo, ma in modo eminente – è lo specchio di Cristo e lo specchio dell’uomo, è un modello a cui conducono, mano nella mano, la fede e la ragione morale riconciliata con la speranza.»
«Oggi l’uomo sa che è finita per sempre la civiltà alla cui base era la contrapposizione fra fedele e infedele, tra amico e nemico: la città sarà salva solo se il lupo farà un patto di fraternità con l’altro lupo.» Ernesto Balducci

