“Un libro bellissimo, un fiore che l’autore regala a ognuno di noi”
“È questo che si guadagna leggendo queste pagine: la fiducia nella vita, nella reale possibilità di viverla consapevolmente mediante la pratica meditativa”
VITO MANCUSO, dalla Prefazione
Ci sono autori che sorprendono per la loro capacità di toccare qualcosa di essenziale. Così è per Gabriele Goria, atleta marziale, artista, pedagogo, che ha perseguito nella sua vita la ricerca del mistero dell’esistenza. Goria ha avuto il privilegio di investigare discipline meditative, artistiche e psicofisiche per più di quarant’anni, saggiandone sia i benefici che i pericoli. Tramite una scrittura in prima persona, vivace e sincera, racconta la sua ricerca coinvolgendo il lettore in una successione di esperienze autobiografiche: dall’infanzia tra comunità hindu e chiese cattoliche, ai ritiri vipassana, allo zen, fino all’impresa di meditare in pubblico per centodieci ore consecutive all’Università delle Arti di Helsinki. Nasce così un “libero meditatore” che ha assorbito il meglio di ogni tradizione senza appartenervi e per il quale Dio, anima, trascendenza non sono dogmi, ma domande vive che risuonano nel silenzio. Perché è il silenzio il vero protagonista di questo libro, che «può riempire di pace solitaria l’anima e insieme aprirla alla gioiosa condivisione con tutti i viventi ben al di là delle fedi e delle ideologie»
«Oggi mi considero un libero meditatore. Non mi identifico in una tradizione particolare, ma riconosco di essere rimasto fedele ad alcune pratiche e ad alcune metodologie con cui sento affinità. Ho cercato di alleggerirmi dal peso di parole cariche di narrative preconcette, come appunto illuminazione, felicità, Dio, anima, senza però rifiutarle. Semplicemente, da verità indiscutibili, sono diventate delle domande; delle esperienze in progresso.»
