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Casa Gabrielli

Casa Gabrielli

Casa Gabrielli è situata in una contrada della Valpolicella, nel Comune di San Pietro in Cariano, e la sua fondazione risale al Cinquecento. Attorniata da vigneti si trova di fronte a Villa Giona, una villa veneta del tardo Quattrocento. E’ molto probabile che Casa Gabrielli avesse dei legami storici con la Villa e che fosse stata utilizzata come abitazione dai mezzadri che coltivavano i campi annessi.

La Casa è all’interno di una corte che ha le sue origini almeno alla fine del ‘400 e con tutte le caratteristiche tipiche delle antiche corti della Valpolicella. Acquistata dalla famiglia Gabrielli alla fine degli anni ’80, la sua ristrutturazione è terminata dopo vent’anni, seguendo il tempo degli antichi e non dei moderni.

La stalla è diventata la sede della stampa, le cantine il luogo del ristoro e le antiche stanze del piano interrato gli uffici palpitanti della casa editrice.

Al primo piano la Casa accoglie un vasto appartamento signorile e nel secondo piano, oltre gli appartamenti privati, anche un appartamento per l’ospitalità (struttura inserita in AirBnb).

Da pochi anni lo spazio dedicato alla stampa è stato convertito in un ampio salone dove vengono realizzate conferenze e accoglienza di gruppi. Per info inviare una mail a lucia@gabriellieditori.it

Storia delle antiche corti della Valpolicella

Le corti spesso si generavano all’interno di una casa-torre di origine medievale, presidio del proprietario del fondo per sovrintendere alla coltivazione e al raccolto dei prodotti agricoli. Gli edifici componenti la corte, la casa padronale, le barchesse e i portici, i fienili e le stalle, avevano il prospetto principale quasi sempre rivolto verso l’interno. Attorno al nucleo principale, si sviluppavano le abitazioni dei lavoranti (mezzadri o semplici braccianti), dapprima costruite in legno e paglia, e poi in pietra e muratura. Tutte le strutture della corte, denominate annessi rustici, avevano e hanno tuttora la loro specifica funzione nell’azienda agricola: le brachesse per ricoverare gli attrezzi agricoli, i fienili per riporre il fieno, le stalle per il bue da lavoro o la vacca da latte. il pollaio e il porcile per gli animali da cortile.

La struttura delle corti ha imitato la sua articolazione degli spazi, all’antico modello delle ville romane della Valpolicella, che erano costituite da una pars urbana (l’abitazione del signore), una parte rustica (le abitazioni della servitù e dei lavoratori dell’azienda), una pars fructuaria (gli edifici destinati alla lavorazione e alla conservazione ei prodotti agricoli). Nello specifico della Casa Gabrielli la lavorazione principale era quella del baco da seta e del grano che venivano stoccati nella parte alta della casa dove ora ci sono gli appartamenti mansardati.

Le corti di origine medievale, si arricchirono tra il XIV e il XVI secolo di edifici a portico e loggia che ancora oggi caratterizzano il paesaggio rurale vallivo e collinare. Le corti nella Valpolicella sono centinaia e, anche le contrade di origine più antica, possono risultare un aggregato di corti nate in successione con l’incremento della popolazione insediata sul territorio.