Giunti sull’orlo dell’abisso ecologico e climatico, solo una rivoluzione spirituale potrà salvarci, richiamandoci a casa, sul nostro pianeta. Su questa strada un prezioso aiuto ci viene oggi dalla scienza, anch’essa a lungo corresponsabile della nostra deriva predatoria. E che invece oggi ci appare come una riserva inesauribile di meraviglia di fronte alla misteriosa bellezza di tutto ciò che esiste. È proprio dal riconoscimento della necessaria combinazione di spiritualità e scienza, di razionalità e mistica, che nasce l’opera di Claudia Fanti, pensata come un ulteriore contributo alla diffusione di una spiritualità post-teista in grado di riconoscere l’illusorietà di ogni separazione per restituirci all’immensa famiglia interconnessa che costituisce l’intero universo.
Con straordinaria chiarezza e competenza riguardo al mondo della scienza, in particolare dell’astrofisica, della fisica contemporanea, della biologia, l’autrice sviluppa il testo attraverso cinque parole dense di significato che iniziano tutte con la lettera “c”: casa (il nostro pianeta, ma anche, più in generale, l’intero universo di cui siamo parte), creatività (il nome della storia cosmica), coscienza (come possibile fondamento della realtà), conoscenza (compagna inseparabile del mistero) e connessione (l’interdipendenza di tutto con tutto come “legge morale” dell’universo).
“L’analisi estremamente accurata delle scienze, perseguita nel testo, è sostenuta e guidata da quella convinzione epistemologica ed etica insieme che spesso si associa al post-teismo più maturo; quella secondo cui esiste un’interconnessione tra le cose che si esprime in un’armonia globale del cosmo, la quale è destinata a prevalere, riscattando il presente degradato e violento. C’è quindi un’idea di fondo, forse inconscia ma perfettamente organizzata e sicura: ed essa viene esposta per gradi in cui il lettore viene accompagnato.” (Dalla Postfazione di Maurizio Busso, fisico ed astrofisico, già Direttore dell’Istituto di Fisica Nucleare, sez. di Perugia)
“A casa nel cosmo è essenzialmente un inno alla vita. Uno straordinario omaggio alla vita in tutta la sua ampiezza, lunghezza, altezza e profondità, in tutto il suo Mistero.” Paolo Scquizzato
