Giorgio Zicchetti, in questo libro dove gioco, amore, eventi tragici, speranze, impegno politico s’intrecciano sotto lo sguardo di una Natura meravigliata e partecipe, ci racconta le traversie, in uno spaccato di storia, di San Mauro Pascoli. E se il “pozzo” racchiude in sé l’immagine sorgiva della resurrezione, “il pozzo dei fagioli” è anche il simbolo di una tenace appartenenza, è uno dei molteplici fili che intessono la vita di tutto un paese che mentre sembra dissolversi nella povertà, nella guerra, nell’emigrazione, talvolta nella violenza, resiste, invece, con umiltà e fierezza. Il modo diretto con cui l’autore guarda ai vivi e ai morti, memoria che vince il tempo, ci fa dire con Cesare Pavese: «Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti». (Liliana Formici)
Non possiamo non dirci ecumenici
Brunetto Salvarani
