Oggi l’esperienza monastica, diversamente dal monachesimo antico che prediligeva il deserto, e’ chiamata ad un più equilibrato rapporto con la terra, con la storia degli uomini e con la Chiesa.
Il monachesimo antico aveva scelto il deserto più che la terra. Il deserto divenne lo spazio ideale con cui l’uomo riceveva il dono della Parola, dando al monachesimo la possibilità di presentarsi con una forte carica profetica. Oggi, lo Spirito Santo riconduce anche l’esperienza monastica ad un più equilibrato rapporto con la terra, attraverso una riconsiderazione dell’importanza del lavoro; con la storia, sentendosi parte di un’umanità che percorre faticosamente sentieri di liberazione; con la Chiesa, in seno alla quale il monaco abita, attingendo la sua vita dalla Parola, dalla grazia sacramentale, dalla comunione con tutte le realtà che costituiscono il popolo di Dio. Sollecitati da questa problematica, alcune comunità di monaci hanno voluto porsi in ascolto della Tradizione, avendo lo sguardo posto contemporaneamente nel passato e nel futuro e avendo come guida l’Evangelo.
Abitare i deserti dell’anima
Comunità monastica di Marango (a cura)
