La Chiesa – e più in generale il cattolicesimo – affronta una crisi reale, e qui non si tratta solo di mantenere rituali o osservare norme. quello che serve è un salto: riformulare la domanda su dio con onestà, coraggio e senza imposizioni. Dalla prefazione di Paolo Rodari
Duemila anni di dogmi, tradizioni, riti, documenti, pratiche pastorali, devozioni, abitudini, precetti morali hanno appesantito la Chiesa al punto che molti faticano a ritrovarvi i tratti originari del messaggio di Gesù di Nazareth.
Con questo libro l’autore – un laico che ha trascorso con convinzione in ambito fedelmente cattolico tutta la vita – tenta di osservare in modo critico la prassi lungamente sperimentata nella frequentazione della Chiesa, individuando limiti e difetti che provocano delusione nei fedeli e più in generale rendono difficile la condivisione del Vangelo con gli uomini d’oggi.
Come si evidenzia nel testo, siamo chiamati oggi a «giudicare in coscienza, ovvero ad assumerci la responsabilità (e il rischio) di pensare in proprio, persino fuori dalle categorie del cattolicesimo, che deve rimanere l’ultima e fondamentale istanza delle azioni concesse alla dignità e alla libertà dell’uomo e tanto più del cristiano, anche a costo di commettere errori. La legge obbliga, ma si interpreta e si applica in un contesto concreto; nel Vangelo questo è un metodo ricorrente: “Non vi chiamo più servi, ma amici”». Partendo così dalla sua esperienza personale, Roberto Beretta spiega perché ormai è diventato necessario essere un po’ meno cattolici per tentare di diventare un po’ più cristiani.
PRESENTAZIONE ONLINE YOU TUBE https://youtube.com/live/O1pdmase6Sw CON ROBERTO BERETTA e PAOLO RODARI
